Area Legale

L’intervento dei servizi sociali a tutela dei minori

Avvocato Lorenzo Bonomo, del Foro di Milano. Avvocato matrimonialista, avvocato
divorzista, specializzato in diritto civile, della famiglia e dei minori.


Nel corso dei giudizi di separazione e mantenimento e affidamento di minori (in caso di figli nati fuori dal matrimonio) il giudice può incaricare i servizi sociali di monitorare il nucleo familiare e redigere una relazione da produrre in tribunale, oltre che nominare un curatore speciale a favore del minore (di fatto un avvocato d’ufficio che abbia poteri di rappresentanza processuale nel corso del giudizio). Dal momento della presa in carico dell’ente, il servizio incontrerà i genitori, visiterà il luogo di vita di entrambi (anche di chi ha lasciato la casa coniugale o di convivenza) e sosterrà dei colloqui con i minori, sondando la presenza di eventuali situazioni pregiudizievoli per gli stessi. Potranno essere anche richiesti a uno o ad entrambi i genitori, sempre su ordine del tribunale, esami tossicologici al Sert in caso di dipendenze da droghe o sostanze alcoliche. Solitamente vi sono una serie di comportamenti e circostanze fattuali che il Servizio reputa altamente pregiudizievoli per il minore. A titolo esemplificativo vi è il ricorso da parte del genitore all’uso della menzogna verso i figli, magari per nascondere una nuova frequentazione dopo l’interruzione della vita matrimoniale o convivenza (in caso di coppie more uxorio). Altra circostanza fattuale considerata grave dal servizio incaricato potrebbe essere l’eccessivo controllo vessatorio da parte del genitore collocatario verso i figli con lui residenti, atteggiamento questo che potrebbe generarsi nel genitore presso i cui figli sono collocati sentendosi quest’ultimo maggiormente responsabile della prole, non avendo più accanto il supporto dell’altro genitore, nel corso della vita quotidiana. In ultimo, fatto che si verifica molto spesso, il servizio ritiene di grandissimo pregiudizio quando il genitore collocatario è solito incolpare i figli di avere atteggiamenti che gli ricordano l’altro genitore, ovviamente in una accezione fortemente negativa e sprezzante. Si pensi a una madre che rimprovera il figlio maschio con espressioni quali “sei proprio tale e quale a tuo padre”. Alla luce di tali situazioni, prontamente relazionate al giudice dal servizio incaricato, il tribunale, anche nel corso del giudizio e in via d’urgenza, può disporre l’affido dei minori all’ente, spogliando i genitori della facoltà di assumere le decisioni più importanti in ordine all’educazione, alla salute e all’istruzione degli stessi.